
«La dignità non alza la voce.
Vive nel silenzio dello sguardo, tra misura e presenza.»
Alla fine impariamo
a riconoscere in ogni luogo
come la comunità
abbia origine dal cerchio,
ci plasmi
e nondimeno, per ciascuno,
custodisca in noi
un tesoro raro:
la dignità.
La dignità
Le persone si riconoscono
dalla dignità dell’altro.
Essa si manifesta
nel rispetto
e nella tutela dei confini.
Attraversa il tempo e lo spazio
e rimane presente,
senza perdere forza.
Eppure ogni essere umano conosce
il pensiero difficile
di non sentirsi abbastanza degno.
Quando arriva il momento del congedo,
diventa evidente
quanto la dignità sia importante
– più del possesso,
più dell’influenza.
Va oltre
la durata di una sola vita.
La dignità cresce
con l’esperienza vissuta,
con ciò
che una persona ha portato con sé
– a meno che non venga spezzata.
Attraverso la sofferenza,
attraverso l’umiliazione,
fino a quando il ricordo
di chi si era un tempo
si affievolisce.
L’amore è presente ovunque.
Quando riesce a prevalere,
la sofferenza perde il suo potere.
Allora la dignità
può tornare visibile.




